Costi del numero verde per Comuni e inserimento nel PEF della TARI

Quanto costa il numero verde a un Comune

Il modello è identico a quello offerto alle imprese private: prepagato, senza canone e senza vincoli. Non esistono tariffe dedicate alla PA perché il modello prepagato è già la formula più economica disponibile sul mercato.

La prima ricarica è di 150 € + IVA (interamente credito telefonico) e include la numerazione 800 in omaggio. Non ci sono costi di attivazione, canoni mensili, minimi garantiti o penali di recesso. Il Comune paga solo il traffico effettivamente ricevuto, con le stesse tariffe al minuto applicate a tutti i clienti.

Stima della spesa annua per fascia demografica

Il costo annuo dipende dal volume di chiamate ricevute, che varia in funzione della popolazione servita, della complessità del servizio rifiuti e del livello di digitalizzazione del Comune. Ecco alcune stime indicative basate sull'esperienza con enti di diverse dimensioni:

Fascia demografica Chiamate stimate/mese Spesa annua stimata
Comune piccolo (< 5.000 ab.) 20-50 150-300 € + IVA
Comune medio (5.000-20.000 ab.) 50-200 300-600 € + IVA
Comune grande (20.000-50.000 ab.) 200-500 600-1.500 € + IVA
Città (> 50.000 ab.) 500+ Da valutare caso per caso

Stime indicative ipotizzando durata media 2 minuti, mix fisso/mobile 60/40%, terminazione su fisso. Il costo reale dipende dal volume e dalla tipologia di chiamate effettive.

Per i Comuni più piccoli, una singola ricarica da 150 € + IVA può coprire l'intero anno di servizio. Per i Comuni medi, due o tre ricariche annue sono generalmente sufficienti. Il modello prepagato consente di modulare la spesa in base al consumo effettivo, senza impegni anticipati.

Inserimento nel PEF della TARI

Il costo del numero verde rientra tra i costi operativi del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Secondo la metodologia tariffaria ARERA (MTR-2), questi costi possono essere inclusi nel Piano Economico Finanziario (PEF) della TARI, nella componente relativa ai costi di gestione del rapporto con l'utenza.

Questo significa che la spesa per il numero verde non grava sul bilancio ordinario del Comune ma viene coperta dalla tariffa rifiuti, come qualsiasi altro costo operativo del servizio (personale, mezzi, impianti, sportelli).

Il responsabile del servizio finanziario o il gestore del servizio rifiuti inserirà il costo previsto nel PEF in sede di predisposizione del piano, indicandolo tra i costi per la gestione del rapporto con gli utenti. L'importo è così contenuto da non avere un impatto percepibile sulla tariffa per il singolo cittadino.

Capitolo di bilancio e codifica

Per i Comuni che gestiscono la TARI in economia, il costo del numero verde viene imputato al capitolo di spesa relativo al servizio di gestione dei rifiuti urbani. La codifica dipende dal piano dei conti adottato dall'ente; in generale rientra tra i "servizi per utenze" o le "spese per la gestione del rapporto con l'utenza".

Per i gestori esterni (società in house, multiutility), il costo è un ordinario costo operativo che confluisce nel conto economico del gestore e viene ribaltato nel PEF.

Nessun costo nascosto

Vale la pena ribadire cosa non si paga: nessun canone mensile o annuale, nessun costo di attivazione della numerazione, nessun costo per il pannello di controllo, nessun costo per l'IVR e le funzionalità incluse (fasce orarie, segreteria, destinazioni multiple, report), nessuna commissione sulle ricariche successive.

L'unica voce di spesa è il credito telefonico consumato dalle chiamate ricevute. Per il dettaglio sulle tariffe, consulta la tabella completa delle tariffe al minuto.

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